Sono 6.100, in Emilia-Romagna, le domande presentate per il Reddito di solidarietà (Res) a due mesi dal suo avvio. Uno strumento concreto per aiutare le persone in grave difficoltà economica, che si sta dimostrando efficace, sebbene i tempi siano molto stretti per darne una valutazione definitiva. Dalla Regione arriva poi un ulteriore sostegno per le persone bisognose di assistenza, soprattutto quelle con disabilità16,5 milioni andranno infatti a finanziare il Fondo per la non autosufficienza. Le risorse sono state recuperate in parte da fondi non spesi del bilancio 2017 e per la parte rimanente, circa 9 milioni, dai contributi destinati quest’anno al Res e non ancora utilizzati per l’impossibilità di esaurire tutte le risorse previste nei mesi conclusivi dell’anno. Infatti, il posticipo dell’avvio del Reddito di solidarietà si è reso necessario dal dover allineare tutti gli strumenti regionali, a partire da quelli informatici, con quanto previsto dalla normativa nazionale, oltre al dover rendere compatibili le banche dati interessate dal provvedimento e arrivare alla necessaria convenzione con l’Inps. Tutto per garantire il regolare funzionamento del Res una volta avviato e per permettere ai cittadini di fare un’unica e semplice domanda.

A presentare un aggiornamento sul Reddito di solidarietà, strumento che l’Emilia-Romagna è stata tra le prime Regioni a prevedere e a far partire, è stata oggi in Assemblea legislativa la vicepresidente e assessore al Welfare, Elisabetta Gualmini, nell’ambito della variazione di bilancio 2017 che ha portato all’ulteriore stanziamento per il Fondo per la non autosufficienza.