Tasso di attività delle donne al 67,7%, il più alto in Italia. Crescono i giovani occupati con meno di 24 anni: +10.600

In sintesi

Occupazione cresciuta del 2,5%, con 48.823 nuovi posti di lavoro. Confermato il tasso regionale di disoccupazione al 6,9%, -0,8% rispetto all’anno precedente e due punti percentuali in meno rispetto al 9% di inizio legislatura, a gennaio 2015. Sono i numeri sul mercato del lavoro in Emilia-Romagna nel 2016 sulla base dei dati comunicati dall’Istat.
Incremento dei posti di lavoro più per le donne (+35.100; +4,1%) che per gli uomini (+13.700; +1,3%) con un tasso di attività femminile al 67,7% (+1,9%), il più alto in Italia. Crescono i giovani occupati tra 15-24 anni (+10.600; +13,6%).
Il presidente Bonaccini: “Noi locomotiva del Paese. Sulla strada giusta grazie al Patto per il Lavoro
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Nel 2016 in Emilia-Romagna l’occupazione è cresciuta del 2,5% rispetto al 2015, con un aumento di 48.823 occupati. Sono i numeri sul mercato del lavoro in Emilia-Romagna nel 2016 sulla base dei dati Istat comunicati oggi, dai quali arriva la conferma del tasso regionale di disoccupazione al 6,9%, -0,8% rispetto all’anno precedente e due punti percentuali in meno rispetto al 9% di inizio legislatura, a gennaio 2015.

Il tasso di occupazione è invece salito al 68,4%, superato in ambito nazionale solo dal Trentino-Alto Adige (69,3%).
Le dinamiche di genere evidenziano un incremento dei posti di lavoro più per le donne (+35,1mila +4,1%) che per gli uomini (+13,7mila, +1,3%): le donne occupate sono pari a 888.224, valore mai raggiunto negli ultimi decenni, e il loro tasso di attività è arrivato al 67,7% (+1,9%), il più alto in Italia.
Crescono i giovani occupati tra 15-24 anni (+10,6mila, +13,6%) e gli over 55enni (+21,7mila, +6%).

“Sono dati molto positivi- afferma il presidente della Regione, Stefano Bonaccini– che ci confermano come locomotiva del Paese. Siamo sulla strada giusta, grazie anche al Patto per il Lavoro firmato con tutte le parti sociali, ma certo non ci accontentiamo: l’obiettivo è infatti quello di portare la disoccupazione al 5% nel 2020″.

Giù la disoccupazione
Aumentano sia le posizioni di lavoro dipendente (+28,1mila, +1,9%) sia quelle indipendenti-autonomi, libero professionali, imprenditori (+20,7mila, +4,6%).
Come detto, il tasso di occupazione è al 68,4%, superato in ambito nazionale solo dal Trentino-Alto Adige (69,3%). L’incremento è pari a 1,7 punti percentuali rispetto al 2015 ed è il più consistente dell’intero Paese (+0,9%). La componente maschile ha un tasso pari al 74,7% (+0,9%), mentre quella femminile giunge al 62,2% (+2,5%).
Il tasso di disoccupazione nel 2016 è pari al 6,9%, in calo di 0,8 punti percentuali rispetto al 2015. Tale risultato è dovuto ad un continuo decremento nel corso dell’anno. A livello regionale un dato inferiore lo si rileva unicamente in Trentino-Alto Adige e in Veneto (6,8%).
Tra le regioni del Nord, l’Emilia-Romagna (-0,8%) e il Piemonte (-0,9%) sono quelle che segnano il decremento maggiore.

Il tasso di attività delle donne più alto nel Paese: 67,7%
Nel 2016 le persone in cerca di lavoro sono state 146,8mila, con una contrazione di 14,1mila persone rispetto al 2015 (-8,8%).
La dinamica di genere registra andamenti convergenti: il tasso di disoccupazione maschile scende al 6% (dal 6,6% del 2015) e quello femminile all’8% (dal 9,1% del 2015).
La riduzione della disoccupazione femminile si accompagna all’aumento del tasso di attività delle donne che nel 2016 è stato pari al 67,7%, 1,9 punti percentuali in più rispetto ad un anno prima, il più alto dell’intero Paese. Per gli uomini il tasso specifico si colloca invece al 79,6%, con una crescita tendenziale (+0,4 punti percentuali).