L’obiettivo principale della Legge sulla Memoria è quello di promuovere la conoscenza degli eventi cruciali avvenuti in Emilia-Romagna durante il secolo scorso e che sono alla base dell’Italia democratica, mantenendo viva la conoscenza dei fatti accaduti e diffondendo la memoria degli uomini e delle donne emiliano-romagnoli che della storia sono stati protagonisti, con particolare riferimento al primo e al secondo conflitto mondiale, alle grandi trasformazioni sociali, all’emigrazione emiliano-romagnola nel mondo, al colonialismo, all’avvento e alla caduta della dittatura fascista, all’antifascismo, alla deportazione e allo sterminio nei campi di concentramento nazisti e fascisti, alla resistenza e alla liberazione, all’esodo giuliano-dalmata-istriano, alle vittime delle foibe, alla ricostruzione post-bellica e alla nascita della Repubblica, alla discussione e all’approvazione della Costituzione, ai totalitarismi, agli eccidi di tutte le matrici politiche, al terrorismo e alle stragi.

L’obiettivo è quello di costruire una legge organica, per semplificare e sintetizzare il complesso quadro normativo vigente e sostenere i soggetti attivi nella conoscenza e nella ricerca, mettendoli in rete.
La legge pone l’accento sullo studio, la ricerca, la divulgazione e la formazione: è dunque chiara la volontà di un impegno forte a favore delle giovani generazioni, grazie all’attivazione di progetti didattici e viaggi della memoria.

Attività di conservazione, promozione del patrimonio storico-culturale e raccolta di testimonianze verranno sostenute con forza, anche grazie alla digitalizzazione dei documenti e delle mappe che renderà maggiormente fruibile e più direttamente accessibile il materiale già esistente e quello che verrà prodotto in futuro.

Particolare risalto è dato nel testo ai luoghi della memoria, per cui ci si pone l’obiettivo di fare un censimento ed una mappatura.

La norma riconosce come attori Istituti storici, ANPI, FIAP, FIVL, Associazione combattentistiche e reducistiche, istituzioni di gestione e cura dei luoghi della memoria e del patrimonio storico e Associazioni dei deportati riconosciute dalla legislazione nazionale. Inoltre anche il mondo dell’associazionismo locale potrà accedere ai finanziamenti messi a disposizione nell’ambito del programma triennale di interventi. La legge sarà infatti finanziata con un programma triennale di interventi, che prevede per il 2016 un milione di euro.

“L’approvazione della legge – spiega la relatrice di maggioranza, Valentina Ravaioli (Pd) – rappresenta il risultato di un percorso importante, nell’ottica della semplificazione legislativa, ma soprattutto nella direzione di una significativa operazione di carattere storico- culturale che vada a superare le frammentazioni e a inquadrare in maniera organica i fatti cruciali del Novecento, senza alcuna preclusione ideologica, sostenendo in maniera concreta i soggetti attivi sul versante della ricerca e della divulgazione della memoria, con un’attenzione particolare alle giovani generazioni, alle quali è doveroso fornire strumenti critici per interpretare il presente e fronteggiare con consapevolezza nuove ondate di intolleranza e fondamentalismo, senza dare per scontata la libertà di cui oggi possiamo fruire”.

Sul solco della legge sulla Memoria l’Aula ha approvato anche un ordine del Giorno, primo firmatario il Consigliere Antonio Mumolo, che chiede alla Giunta di promuovere e sostenere il progetto “Pietre d’Inciampo” – Stolpersteine.
Il progetto, ideato dall’artista tedesco Gunter Demnig, consiste nell’incorporare pietre che recano una piastra in ottone che riporta il nome della persona, l’anno di nascita, la data, l’eventuale luogo di deportazione e la data di morte, se conosciuta, nel selciato stradale delle città.
Così facendo viene depositato nel tessuto urbanistico e sociale delle città europee una memoria diffusa de cittadini deportati nei campi di sterminio nazisti.

“L’iniziativa – spiega Mumolo- vuole ridare un volto a tutti coloro che, appartenenti a diverse etnie e religioni, vennero ridotti dal regime nazista a numeri di una macabra contabilità. Le pietre vengono incorporate nel selciato stradale delle città, davanti alle abitazioni che sono state teatro di deportazioni e recano una piastra in ottone che riporta il nome della persona, l’anno di nascita, la data, l’eventuale luogo di deportazione e la data di morte, se conosciuta. L’espressione “inciampo” deve dunque intendersi non in senso fisico, ma visivo e mentale per far fermare a riflettere chi vi passa vicino e si imbatte, anche casualmente, nell’opera.”

Per Francesca Marchetti (Pd) “verranno sostenute tutte quelle associazioni, fondazioni e istituti storici che compiono ogni giorno un lavoro straordinario”. Importante, ha aggiunto, “il ruolo didattico formativo rivolto alle nuove generazioni, collegato anche ai viaggi della memoria”. Una legge, ha evidenziato la consigliera, che “educa alla cittadinanza, per costruire un futuro migliore comprendendo il passato. Oltre a valorizzare il dialogo, per costruire un ponte tra generazioni”. “È importante- ha concluso- continuare a porsi delle domande su tutti i fatti del Novecento”.

Tra gli interventi dei consiglieri PD anche quello di Silvia Prodi (che ha parlato di “percorso condiviso”, rilevando poi “l’importanza degli istituti storici come l’Istoreco di Reggio Emilia), di Roberta Mori (che ha ricordato Casa Cervi, luogo simbolo divenuto centro esemplare di cultura, ricerca e formazione di altissimo livello”), Enrico Campedelli (che ha parlato del Campo di Fossoli, nel modenese, “luogo che ha vissuto tutte le contraddizione del Novecento”) e di Mirco Bagnari che ha parlato di “una legge che valorizza il patrimonio regionale, delle comunità”.

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