La Giunta regionale ha approvato i finanziamenti per il 2015 destinati all’assistenza sociosanitaria delle persone anziane e disabili. Attenzione particolare agli interventi di sostegno al proprio domicilio.

La Regione Emilia-Romagna conferma l’impegno per i servizi dedicati alle persone non autosufficienti. La Giunta regionale ha approvato i finanziamenti per il 2015: si tratta di 430,6 milioni destinati all’assistenza sociosanitaria delle persone anziane e disabili, con una attenzione particolare agli interventi di sostegno al proprio domicilio.
Queste risorse sono ripartite dalle Conferenze territoriali sociali e sanitarie ai Distretti delle Aziende Usl. In particolare, 303 milioni di euro sono ripartiti in base alla distribuzione territoriale della popolazione ultra 75enne; 106 milioni sono rivolti al sostegno di interventi a favore delle persone con disabilità; 13 milioni sono destinati alle gravissime disabilità; altri 8 milioni servono a finanziare alcune gestioni particolari di servizi.

La Regione stanzia anche per quest’anno 120 milioni di proprie risorse aggiuntive (oltre ai 310 milioni di euro del Fondo sanitario regionale): in nove anni dall’avvio del Fondo, nel 2007, le risorse aggiuntive impegnate sono state di oltre 1 miliardo di euro (1,08 miliardi).
Le risorse del Fondo si confermano inoltre superiori al totale del Fondo nazionale, previsto per quest’anno per tutte le Regioni in 390 milioni di euro. La quota aggiuntiva del Fondo nazionale riconosciuta all’Emilia-Romagna per il 2015 è di 30,9 milioni. Per la programmazione dei servizi del 2015 sono garantite complessivamente le medesime risorse dell’anno 2014.

Per il 2015 questa la ripartizione del Fondo regionale per la non autosufficienza per ogni Azienda Usl: Piacenza (29,2 milioni di euro), Parma (42,3), Reggio Emilia (46,1), Modena (64), Bologna (89,1), Imola (12,5), Ferrara (37,4), Romagna (109,7 milioni: di cui 39,3 a Ravenna, 19,4 a Forlì, 18,9 a Cesena, 32 a Rimini).

L’esperienza dell’Emilia-Romagna con il Fondo per la non autosufficienza fin dall’avvio è stata particolarmente significativa. Non si tratta solo dell’impegno economico, pur rilevante, ma anche e soprattutto della rete dei servizi messa in campo per rispondere alle diverse tipologie dei bisogni. L’obiettivo, laddove possibile, è di tenere la persona anziana e la persona disabile, non autosufficienti o a rischio di non autosufficienza, al proprio domicilio.
Inoltre, alla rete storica di servizi, composta dall estrutture residenziali e semiresidenziali per anziani e disabili e dai servizi per l’assistenza domiciliare, si è innestata una rete di servizi innovativi, a più bassa soglia di intervento, a supporto delle famiglie per ridurre il carico assistenziale a domicilio.